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PALESTINE, un titolo originale, 6 interpretazioni.
Pietra angolare di DUST LANE, il prossimo disco di YANN TIERSEN, PALESTINE è la nuova prova dei talenti multipli dell'artista. Testimone di un percorso dove il toy piano si armonizza con gli strumenti numerici, la batteria implacabile di Dave Collingwood e la voce caratteristica di Matt Elliott. Questo PALESTINE è un invito al viaggio in un periodo teso, senza dubbi, ma soprattutto un inno umanista senza frontiere.
L'etichetta Ici d'ailleurs ha proposto a una parte del collettivo This Immortal Coil, tra cui YANN TIERSEN stesso di dare una rilettura di questo titolo.
DEADVERSE (Dälek) si butta il primo con una versione degna di un carro blindato pronto a distruggere i generi come i muri, hip hop con ritmi industriali devastanti e lancinanti per dancefloor moderno.
CHAPELIER FOU in una cartografia ritmica complessa (come il suo primo disco "613" che sta per uscirà ad aprile) decostruisce le frontiere di PALESTINE in uno scrollamento in slow motion, come una fotografia dove le immagini sembrano nascere dal suono.
MATT ELLIOTT rianima il suo progetto The Third Eye Foundation per un ritorno in piena liberta, con un dub fantomatico e crepuscolare che ci prova una nuova volta l'evidente universalità del suo linguaggio.
YANN TIERSEN come un vagabondo trans-genere si apre le sue frontiere ai spettri dei compositori seriali, a quelli dei precursori tedeschi dell'era numerica come al post-Timothy Leary degli anni 2000, per una faccia ancora sconosciuta dell'artista.